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Cristo ci ama e ci ha liberati

La fede cristiana è sinonimo di amore e solidarietà.

Se esiste una frase di Gesù conosciuta dalla stragrande maggioranza delle persone è il comandamento dell’amore: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

 

Innumerevoli sono gli articoli, i discorsi, i libri che hanno come argomento l’amore, che si deve nutrire e manifestare verso i deboli.. gli ultimi.. ed i nemici

Tutto questo è possibile soltanto se prima si è sperimentato l’amore di Cristo, dal quale è scritto nel Nuovo Testamento:

“..Gesù, che ci ama e ci ha liberati” Apocalisse 1:4-6

Si noti innanzitutto che il verbo amare è coniugato al presente, per rimarcare la continuità dell’amore del salvatore verso gli uomini.

 

  1. 1.L’amore di Cristo è immutabile.

L’amore di Cristo non si affievolisce, anzi, muove la Sua mano a favore degli uomini. Cristo ha accettato la morte sulle croce perché arde d’amore divino:

“..Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei..” Efesini 5:25

Tale amore oggi rimane inalterato..

Muta, invece, la nostra percezione dell’amore di Cristo. Pensieri insensati, alle volte, attraversano velocemente la mente, lasciando dietro di loro, come frecce infuocate, una pericolosa scia di disincanto, che, venendo a contatto con la legna secca dell’incredulità, scatena un pericolo incendio. “Dio non ti ama”, è una di queste micidiali frecce diaboliche.

Nella Bibbia Dio stesso afferma:

Si, io t’amo di amore eterno” Geremia 31:3

cacciamo via, perciò, ogni dubbio ed insinuazione:

“Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.

Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani” Isaia 49:15-16

 

  1. 2.La liberazione di Cristo è inalterabile.

L’opera che Cristo ha compiuto è perfetta ed universale, non ha bisogno di alcun ritocco. Cristo “..ci ha liberati”, secondo un’altra versione biblica “ci ha sciolti”. Lo stato di peccato è la più crudele fra le prigionie, perché priva della libertà spirituale:

“..e liberasse tutti quelli che per il timore della morta erano

per tutta la vita soggetti a schiavitù” Ebrei 2:15

In oltre lo stato di peccato è prigionia perché accerta la coscienza del giudizio divino:

“…e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti,

cioè Gesù, che ci libera dall’ira imminente” I Tessalonicesi 1:10

 

Le porte della prigione dell’anima sono di rame, definitivamente chiuse, senza cardini.

Dall’esterno qualcuno ogni tanto bussa suggerendo l’evasione ma è incapace di offrire la liberazione: le ideologie, l’impegno sociale o, molto più semplicemente, il disimpegno.

La maggioranza degli uomini non riflette sul proprio stato e, soprattutto, non conosce il dono divino. Vivere fingendo, adattarsi alla propria condizione, magari immaginando che tutto un giorno cambierà, non è certo una soluzione.

Cristo “ci ha liberati dai nostri peccati” la differenza sostanziale che corre fra l’evasione e la liberazione è che la prima a differenza della seconda, è illegale.

Cristo è morto al posto del peccatore, Egli ha acquistato la libertà dell’uomo, attraverso il pagamento di un prezzo, perché,

 

“..ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” I Timoteo 2:6

 

  1. 3.La redenzione di Cristo è inalienabile.

Nessuno ci potrà derubare della Grazia perché:

“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato figlio;

in lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.

Ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte,

per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili,

se appunto perseverate nella fede..”Colossesi 1:13-14-22-23

Ogni uomo può dimorare in piena serenità nella grazia, poiché l’opera del Salvatore non è stata debole ed è senza pentimento.

 

“A lui (a Gesù) che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue..

..a lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen.” Apocalisse 1:4-6